Continua la mobilitazione per affermare che sul consenso non ci può essere mediazione.

Il 28 aprile scorso, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con la quale si invitano gli Stati membri ad allineare le proprie leggi sulla violenza sessuale, laddove basate su definizioni incentrate sulla forza o sulla violenza, agli standard internazionali, facendo riferimento alla Convenzione di Istanbul. Tra le richieste del rapporto emerge: il silenzio, la mancata resistenza, l’assenza di un “no”, un consenso precedente, la condotta sessuale passata o qualsiasi relazione attuale o precedente non devono essere interpretati come consenso.

Proprio in questo solco, da mesi, la nostra Rete e moltissime organizzazioni si oppongono alla proposta della presidente Bongiorno e alla sua ultima richiesta di mediazione” dichiara Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. “Il consenso non è un dettaglio tecnico e non è materia di compromesso.
Il comitato ristretto ha proposto mediazioni che tutte le organizzazioni antiviolenza e interessate ai diritti umani stanno cercando di contrastare”
continua Carelli. Il consenso può essere solo libero, attuale, revocabile. Ogni mediazione sposta il confine: dalla libertà della persona a scegliere, alla necessità di dimostrare qualcosa. È un arretramento che riporta al centro la responsabilità della vittima anziché quella dello stupratore. Non è accettabile” conclude la presidente.

Oggi 4 maggio, a Roma – ore 18.30, concentramento in piazza Cavour – una presenza visibile e collettiva, che rappresenta tutte le donne.

Oggi e domani, su tutto il territorio nazionale: iniziative diffuse per ribadire, ancora una volta, la posizione della Rete D.i.Re e di chi sostiene questa battaglia.