Dopo le dichiarazioni della ministra Roccella sui femminicidi in Svezia e sulla celebrazione delle donne non morte, e quelle del ministro Nordio sull’ineluttabilità biologica della violenza maschile alle donne, arriva lo stop dell’emendamento sul consenso libero e attuale al Senato.
Un percorso logico che esprime pienamente il pensiero che questo Governo ha della società, della violenza, delle donne.
“Stando all’approccio della ministra Roccella” dichiara Francesca Maur, consigliera nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza,” dovremmo anche celebrare i milioni di lavoratori non morti a fronte degli oltre 1000 decessi all’anno sui luoghi di lavoro.” Continua Maur: “Mettere a fuoco la violenza significa indossare gli occhiali giusti per vedere le cause politiche e culturali di un fenomeno che non accenna a diminuire: in caso contrario dobbiamo tutte e tutti alzare le mani al cielo e dichiarare la nostra impotenza. Secondo l’assunto del ministro Nordio, dovremo allora sperare che la scienza consentirà di modificare i nostri geni per rendere il mondo un posto più sicuro per le donne, per i loro figli e figlie. Inoltre, lo stop al consenso libero e attuale ci preoccupa: la violenza sessuale deve essere impermeabile a qualsiasi provvedimento? Che valore ha la parola delle donne?” conclude la consigliera.