La quarta puntata della campagna “Violenza sulle donne. In che Stato siamo?” affronta con un nuovo video diffuso sui social l’impatto di stereotipi e sessismo. Nel suo Rapporto sull’applicazione della Convenzione di Istanbul in Italia, pubblicato a gennaio 2020, il GREVIO ha notato come “la persistenza in Italia di stereotipi negativi nei confronti delle donne è molto preoccupante”.

La campagna “Violenza sulle donne. In che Stato siamo?” è stata lanciata da D.i.Re-Donne in rete contro la violenza l’8 marzo con l’obiettivo di far conoscere le raccomandazioni del GREVIO, il Gruppo di esperte sulla violenza contro le donne del Consiglio d’Europa e chiedere alle istituzioni di applicare per rendere effettiva l’applicazione della Convenzione di Istanbul in Italia.

Il GREVIO ha ribadito quanto già aveva sottolineato il Comitato CEDAW (Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne), ovvero il perdurare in Italia “di stereotipi radicati riguardo ai ruoli di genere maschili e femminili che confinano le donne nel ruolo di madri e casalinghe, con un impatto negativo sul loro status sociale e sulle opportunità di studio e lavoro”.

L’ISTAT nel 2019, nella sua indagine Gli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza sessuale aveva rilevato quanto fossero radicate ancora rappresentazioni stereotipate dei ruoli di genere: il 32,5 per cento delle persone intervistate afferma che “per l’uomo, più che per la donna, è molto importante avere successo nel lavoro”, il 31,5 per cento che “gli uomini sono meno adatti a occuparsi delle faccende domestiche” e il 27,9 per cento che “è l’uomo a dover provvedere alle necessità economiche della famiglia”.

La Convenzione di Istanbul chiede espressamente di intervenire per contrastare stereotipi e sessismo, atteggiamenti e comportamenti nei quali affonda le sue radici la violenza contro le donne.

Per questo il GREVIO nel suo Rapporto sull’Italia raccomanda alle autorità italiane di “concepire e attuare con efficacia politiche per la parità tra uomini e donne e l’empowerment delle donne” e realizzare campagne di sensibilizzazione di lungo periodo con “l’obiettivo di decostruire gli atteggiamenti e gli stereotipi patriarcali che contribuiscono all’accettazione della violenza e tendono a dare la colpa della violenza alle donne”.

“Questa connessione tra l’impatto di stereotipi e sessismo e la violenza contro le donne, che è presente nella Convenzione di Istanbul, non è stato colto dalle Donne per un nuovo Rinascimento”, fa notare Antonella Veltri, presidente di D.i.Re. “Né sono state prese in considerazioni le raccomandazioni del GREVIO, che sono sul tavolo del governo fin dal gennaio scorso”.

“Dopo il periodo del lockdown, in cui le situazioni di violenza che hanno richiesto l’intervento dei centri antiviolenza della rete D.i.Re sono molto aumentate, c’è ora nella società un diffuso desiderio di cambiamento. Partire dalle raccomandazioni del GREVIO è un passo in questa direzione non più rinviabile”, conclude Veltri.