Perché andiamo tutte in Olanda?

2018-02-08T17:18:23+00:006 marzo 2015|News|

Riekje Kok

Dal 3 al 6 novembre 2015 si terrà, per la prima volta in Europa, la conferenza mondiale dei Centri antiviolenza, sarà la terza, dopo i due grandi eventi in Canada (20011) e negli Stati Uniti (2013).

Anna Pramstrahler* intervista Riekje Kok, Project team 3rd World Conference Of Women’s Shelters, Olanda.

Anna Pramstrahler – Perché avete proposto a GSNW di organizzare la terza conferenza mondiale in Olanda?

Riekje Kok – Vogliamo organizzare la 3° conferenza mondiale perché avendo partecipato alla prima e seconda Conferenza sappiamo che può essere un evento molto ispirante, pieno di energia ed essere un supporto per tutti i centri di accoglienza e le organizzazioni non governative nel mondo.

Siamo convinti che la conferenza è un’occasione per rafforzare le reti del continente e di tutto il mondo dei centri di accoglienza per le donne. Pensiamo che sia molto importante che la loro voce sia riconosciuta a livello globale, dal momento che spesso queste associazioni sono le prime a dare aiuto alle donne che sono vittime e ai loro figlie e figli.

Pensiamo che abbiamo bisogno di un’ampia coalizione per supportare le donne che vogliono vivere una vita libera dalla violenza dopo il periodo vissuto nel centro accoglienza. Loro hanno bisogno di protezione , supporto emotivo per trovare la forza e supporto per trovare una fonte di guadagno per vivere. Certamente una tale coalizione potrebbe lavorare per prevenire la violenza contro le donne.

La città di L’Aia ci ha dato l’opportunità di fondare GNWS come entità legale e ha fornito i fondi per la 3° conferenza mondiale. Anche il governo tedesco finanzierà l’organizzazione della Conferenza.

AP – Qual è il gruppo di donne che la organizzerà? Sei felice o esausta?

RK – Il nome del gruppo che sta organizzando la 3° conferenza mondiale è “la Fondazione olandese dei centri di accoglienza per le donne”. Puoi trovare i nomi dei membri (tre donne e due uomini) sul nostro sito: www.worldshelterconference.org. Un team, che consiste in 3 donne (Claudy te Boome, Liesbeth van Bemmel e Riekje Kok), lavora ogni giorno insieme che è molto motivata ed entusiasta. Certamente siamo spesso esauste, ma la maggior parte del tempo siamo molto felici di fare questo lavoro! Il nostro principale sponsor dell’associazione ci ha offerto alcuni collaboratrici, così presto sarà possibile aumentare il lavoro con più donne.

AP – Dove avete preso i fondi? Il vostro governo vi supporta? O avete fondi privati?

RK – Al momento il nostro governo è lo sponsor principale e alcune associazioni si sono offerte per finanziare, come la città di L’Aia. Ma ora abbiamo bisogno di altri sponsor, e ottenere più fondi per due obiettivi: per coprire i costi della grande conferenza di 1500-2000 delegate e per ottenere borse di studio da destinare ai delegati dei paesi prioritari delle Nazioni unite e di alcuni paesi dall’Europa dell’Est per dar loro la possibilità di partecipare. I centri di accoglienza delle donne tedesche hanno già raccolto € 60.000 per queste borse di studio.
SeeMe, un brand di lusso del commercio equo solidale, creerà Red Hearts per la conferenza mondiale. Caterina Occhio, la direttrice di SeeMe è originaria dell’Italia. I cuori sono create dalle donne vittime di violenza in Tunisia e la metà dei ricavi andrà alla conferenza.
Noi sappiamo che la tassa di iscrizione alla conferenza di € 500 può essere un problema per le partecipanti. Ma possiamo assicurare una sistemazione economica, e i costi di volo possono essere molto bassi, quindi speriamo di compensare in parte i costi.

AP – Perchè avete scelto L’Aia? È difficile da raggiungere?

RK – L’Aia è la città dove si trovano il nostro governo e parlamento. Anche un gran numero di ambasciate straniere si trovano a L’Aia. Nel mondo L’Aia è conosciuta come città di pace, giustizia e diritti umani. Per finire, ma non meno importante, la città di L’Aia ci ha dato l’opportunità di fondare GNWS come entità legale (dandoci un ufficio e dei fondi) e ha anche finanziato la 3° conferenza mondiale. Dal nostro aeroporto Schiphol di Amsterdam L’Aia è facile da raggiungere, a circa mezz’ora di treno (ogni quarto d’ora). Stiamo programmando di dare il benvenuto già all’aeroporto!

AP – Perché una donna che lavora tutto l’anno in un centro di accoglienza, magari stanca, pieni di problemi e con difficoltà di trovare fondi e supporto politico dovrebbe venire alla conferenza? Cosa puoi trovare?

RK – Penso che molte lavoratrici dei centri di accoglienza sono a volte stanche delle cose che hai appena menzionato, ma molto spesso sono soddisfatte per l’aiuto che possono dare alle donne e la conferenza serve per condividere l’esperienza, imparare e confrontarti. Puoi trovare nuovi metodi, soluzioni per i problemi con il tuo lavoro quotidiano; trovare ispirazione per nuovi sistemi di prevenzione; godere della compagnia di tanti colleghe da tutto il mondo; connetterti con partiti importanti per nuovi progetti e godere di teatro, musica e film che possono esserti utili nel tuo lavoro. Insieme chiederemo alle istituzioni globali e ai governi nazionali di aumentare i loro sforzi per combattere la violenza contro le donne. Puoi portare le conclusioni finali della conferenza a casa, nel tuo paese e al tuo governo.

E insieme sarà un grande di vestimento! Questa conferenza sarà una reale cura per tutte le donne e gli uomini che ogni giorno lottano contro la violenza contro le donne.

AP – Come possiamo collaborare a questo evento importante? Come possiamo portare la nostra esperienza alla conferenza?

RK – Puoi fare una pre-registrazione dal sito (senza nessun obbligo). Questa pre-registrazione è anche finalizzata a raccogliere delle proposte di interventi e contributi. Già 730 donne da 92 diversi paesi si sono registrate (5 donne sole dall’Italia) e abbiamo ricevuto 51 proposte per contributi. Quindi se ancora non vi siete registrati per favore fatelo e se non avete registrato ancora una proposta per favore fatelo! Potete anche dare dei suggerimenti per qualcun altro che pensate dovrebbe parlare o fare un workshop alla conferenza.

Potete promuovere la campagna dei Red Hearts (magari potete proporre a certe compagnie di comprarli e venderli nei loro negozi), oppure comprate per voi stesse un cuore rosso o un braccialetto.

Se avete paura di non poter pagare la quota di iscrizione, potete cercare di trovare persone o compagnie che vogliano sponsorizzarvi. Potete ritweettare i nostri tweets (@3WorldShelter  #wcws2015) o cliccare mi piace su facebook.

Infine inviate la locandina o il nostro invito al maggior numero di individui e organizzazioni che pensate possano essere interessati. Non dimenticate partners come la polizia, ricercatori, scienziati, compagnie e membri del parlamento o del governo. Possono imparare molte cose al convegno!

Sono fiduciosa di vedervi alla conferenza mondiale a L’Aia dal 3 al 6 novembre 2015!

*Casa delle donne per non subire violenza Onlus, Bologna