Protocollo Kering – D.i.Re

2018-03-29T11:48:03+00:0014 novembre 2013|Progetti realizzati|

D.i.Re firma la Carta di intenti con l’azienda Kering con cui ha svolto nel 2013 un progetto, conclusosi il 30 Settembre, che ha previsto sessioni di formazione sul tema della violenza contro le donne, rivolte ai dipendenti dell’azienda Gucci.

Le formazioni svolte sono state quattro: due a Firenze, una a Roma e una a Milano e sono state realizzate da professioniste, appartenenti ai centri antiviolenza, esperte nella tematica della violenza di genere. Tale è stata la soddisfazione delle sessioni di formazione che l’azienda Kering ha deciso di estendere la formazione svolta da D.i.Re alle altre aziende del gruppo.

 

PROTOCOLLO KERING –  D.i.Re
Sensibilizzare i dipendenti di Kering in Italia

La Fondazione Kering, si impegna con l’associazione Italiana Donne in Rete contro la violenza (D.i.Re) per prevenire e lottare contro le violenze nei confronti delle donne

A seguito di un programma pilota iniziato da Gucci, questo impegno sarà esteso anche agli altri marchi del gruppo Kering in Italia

Kering e la Fondazione Kering hanno firmato insieme all’associazione Italiana Donne in Rete contro la violenza (D.i.Re) una Carta allo scopo di coinvolgere tutti i dipendenti di Kering in Italia nella lotta contro le violenze domestiche. François-Henri Pinault, Presidente e Amministratore Delegato di Kering e Presidente della Fondazione Kering, e Titti Carrano, Presidente di D.i.Re, hanno ufficializzato questo impegno.

Grazie a questa Carta, i dipendenti dei marchi Kering con sede in Italia saranno sensibilizzati in merito al tema delle violenze contro le donne e potranno capire meglio questo fenomeno che colpisce tutte le classi sociali:

– I dipendenti individuati come “ambasciatori” all’interno del gruppo saranno formati dalla Fondazione Kering e dall’Associazione D.i.Re in modo da poter essere in grado, in caso si trovassero di fronte a una situazione di violenza domestica all’interno della loro cerchia personale o professionale, di invitare le persone che sono coinvolte a contattare i centri antiviolenza italiani associati a D.i.Re.

– Tutti i dipendenti saranno regolarmente informati sulle campagne nazionali di lotta contro le violenze alle donne condotte da D.i.Re.

Questa partnership con D.i.Re in Italia segue quella istituita in Francia nel 2010 con la Federazione Nazionale di Solidarietà Femminile (FNSF). Forte di un bilancio positivo, con 120 dipendenti “ambasciatori” sensibilizzati, la Fondazione Kering ha proposto a D.i.Re di ideare un programma su misura per i suoi marchi con sede in Italia.

“Per poter rappresentare le voci di donne vittime di violenza a fianco della Fondazione Kering, i nostri dipendenti devono essere i nostri primi ambasciatori. Questa partnership con una ONG Italiana è in linea con l’accordo firmato in Francia con successo nel 2010 con la Federazione Nazionale di Solidarietà Femminile e conferma la coerenza, la continuità e la determinazione delle azioni della Fondazione Kering. Le firme di queste Carte siglate in Francia e in Italia rappresentano solo l’inizio, stiamo già pensando di espandere queste nostre iniziative in altre parti del mondo in cui Kering è presente” ha dichiarato François-Henri Pinault, Presidente e Amministratore Delegato di Kering e Presidente della Fondazione Kering.

Per l’associazione Italiana Donne in Rete contro la violenza, questa partnership rappresenta la prima alleanza di questo tipo con un gruppo internazionale privato, con una forte presenza in Italia.

“Le violenze familiari contro le donne rappresentano in Italia un fenomeno che è ancora in gran parte sommerso anche se da oltre vent’anni, grazie all’attività dei centri antiviolenza, laboratori sociali di cambiamento culturale, il problema è venuto alla luce. I centri antiviolenza che accolgono ogni anno in media, 14.000 donne, hanno raccolto dati e hanno fatto analisi sulle cause e le caratteristiche del fenomeno. Grazie alla loro attività, la società italiana è più sensibile al problema ma c’è ancora molto da fare. E’ necessario intervenire sul piano culturale. Progetti come quello che abbiamo firmato con la Fondazione Kering sono importanti per aumentare la consapevolezza sul problema della violenza contro le donne anche con progetti sperimentali.”
Titti Carrano, presidente D.i.Re

Gucci, marchio pilota
Gucci ha svolto un ruolo centrale prima della firma di questa partnership. Nel 2012, a seguito della lettura dei risultati ottenuti della Carta firmata in Francia, Frida Giannini, Direttore Creativo di Gucci e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Kering ha proposto di estendere questa iniziativa a Gucci in Italia.

Dopo aver condiviso l’esperienza con FNSF e aver partecipato ad una sessione di formazione per i formatori, D.i.Re e la Fondazione Kering hanno istituito un programma pilota in Gucci. Dal maggio 2013, sono già stati effettuati 4 corsi di sensibilizzazione a Firenze, Milano, Roma con 85 dipendenti coinvolti.
Grazie al coinvolgimento di altri marchi del gruppo Kering, la Carta sarà condivisa a livello nazionale, a più di 6.000 dipendenti.

“Sono onorata che Gucci sia stata l’azienda pilota di questo progetto in Italia. Il fenomeno della violenza sulle donne è trasversale, trascende qualsiasi differenza di nazionalità, cultura, religione, classe sociale. E’ importante agire in modi, tempi e con mezzi diversi per cercare di arginare il problema. Anche il solo insegnare come si possono aiutare le donne, amiche, colleghe in difficoltà è un passo importante nella sconfitta di un tabù, nella presa di coscienza e nel tentativo di superamento di questo enorme problema” ha dichiarato Frida Giannini, Direttore Creativo di Gucci e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Kering.

Le violenze contro le donne: un tema tabù anche in Italia
Nel 2007, l’Istat ha pubblicato una ricerca sui maltrattamenti contro le donne, dentro e fuori dalla famiglia, rilevando che sono state stimate in 6.743.000 le donne dai 16 ai 70 anni, pari al 31,9% delle italiane in quella fascia d’età; 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3.961.000 violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%) vittime di violenze in famiglia. I dati sono stati ripresi da Rashida Manjoo Speciale Rapporteur dell’Onu sulla corretta applicazione della convenzione Cedaw, in Italia.

Nel 2012, sono state 120 le donne vittime di femicidio in Italia: il dato rilevato da alcuni anni rivela che una donna viene uccisa ogni tre giorni.

Nel mese di giugno l’Italia ha ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Grazie alla firma della Convenzione, l’Italia si è impegnata ad operare per migliorare gli strumenti giuridici a tutela delle donne vittime di violenza, a sostenere i centri antiviolenza, ad applicare correttamente le leggi e soprattutto a lavorare sul piano del cambiamento culturale con progetti di prevenzione e sensibilizzazione. E’ importante soprattutto lavorare con le nuove generazioni, nelle scuole e nelle università per guardare al fenomeno della violenza nei confronti delle donne con occhi diversi e riconoscerla come una grave violazione dei diritti umani.

Comunicato Stampa (PDF)
Protocollo Kering – D.i.Re (PDF)

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