Il mascheramento della burocrazia ovvero come eliminare un storico Centro antiviolenza

2018-02-08T17:29:23+00:006 marzo 2015|News|

Orietta Paciucci*

L’associazione Erinna nasce a Viterbo nel 2000 per volontà di un gruppo di donne che attraverso la militanza politica e la partecipazione al movimento internazionale Donne in Nero, sceglie di impegnarsi in una politica che riporti al centro il femminile. La lotta ed il contrasto alla violenza degli uomini sulle donne si impone nel 1998, a seguito di uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza del viterbese. Nasce il comitato “Donne contro la Violenza” che due anni dopo dà vita all’associazione. Nel 2008 Erinna è tra le socie fondatrici dell’associazione nazionale D.i.Re. Incontriamo la Presidente, Anna Maghi.

Erinna non deve chiudere, addirittura un gruppo facebook a sostegno della vostra attività , ma cosa succede a Viterbo e dintorni?

Intanto quel movimento di cittadine e cittadini si costituì e ci affiancò quando, nel novembre 2011, al cambio di amministrazione, la Provincia di Viterbo, con atto unilaterale e retroattivo revocò la Convenzione in essere, stabilendo che i fondi sarebbero stati erogati a tutto l’ Agosto 2011.

Convocammo immediatamente una conferenza stampa per denunciare la scorrettezza subita: la Provincia dava revoca prima della naturale scadenza (febbraio 2012), non riconosceva il lavoro comunque svolto nei due mesi già trascorsi ed interrompeva la programmazione in corso. Presentammo istanza al T.A.R. del Lazio. Fu così che si formò un movimento cittadino di protesta lanciato su facebook: in tre giorni 2.500 adesioni che sfociarono in una manifestazione di piazza!

Come andò a finire?
Ottenemmo di rimanere in convenzione fino a naturale scadenza. A fine anno la Provincia mise a Bando 20.000 € finalizzato ad accoglienza e ospitalità di donne e minori. La nostra associazione rispose, in partecipazione con il comune di Corchiano che avrebbe messo a disposizione un immobile. Vinse l’altro partecipante il Movimento per la Vita di Viterbo.

La vostra sede è Viterbo, quale è il vostro bacino d’utenza?
Erinna dà risposta a tutta la provincia : 322.195 abitanti, di cui 26.399 migranti , 66.558 Viterbo città (dati 2013). Sta formando,in alcuni paesi della provincia, gruppi di donne per aprire sportelli di informazione e risposta al disagio delle donne.

Dal 2000 ad oggi , quante donne si sono rivolte al vostro Centro?
Erinna ha accolto  oltre 400 donne, la maggior parte italiane.

La Casa Rifugio, quante donne e minori può accogliere?
La casa ha 8 posti in tutto per donne e bambini.

Nel 2006 arriva il riconoscimento istituzionale, qual’è stato, da qui in poi, l’impegno di spesa da parte degli Enti preposti?

Si è di quell’anno la convenzione della provincia, scadenza, fu rinnovata di anno in anno, revocata, poi, nel 2012   come già detto. E’ stato un passaggio importante e ci ha permesso di avere una sede per accogliere le donne. Ma l’erogazione dei fondi ha avuto sempre forti ritardi o addirittura arresti come nel 2010 quando solo le proteste di piazza riuscirono a sbloccare la situazione. L’impegno di spesa è a valere sugli stanziamenti della L.R. 64/93   , Provincia e Comune sono enti gestori.

Nel 2011 partecipate al bando del DPO che finanzia l’apertura della Casa rifugio , nonche la gestione della Casa e del Centro , ma allora che succede?

In marzo scadrà la parte finanziata del progetto e lo stesso dovrà essere portato avanti, come richiesto dal bando, altri due anni. Per far ciò Erinna, non avendo risorse proprie, aveva messo in preventivo di spesa, per il mantenimento di Casa e Centro, i finanziamenti regionale per il 2012 e 2013. Ma la regione invia quello per il 2012 al Comune di Viterbo e quello per il 2013 alla Provincia.

Quest’ultimo € 16.000, è stato erogato , essendo in delibera regionale, indicato il centro Erinna quale destinatario dei fondi.

Per il 2012 è in atto una tragedia. La delibera regionale indica   genericamente “centro Antiviolenza” quale destinatario del finanziamento € 37.000 , così l’amministrazione comunale di Viterbo non eroga la somma in quanto, nel 2012, l’amministrazione era un’altra, quindi l’attuale dichiara di non poter sapere quale fosse il centro antiviolenza in quell’anno. A questo punto dopo un annoso andirivieni di comunicazioni tra regione e comune , il 25 novembre 2014 il comune annuncia di dover destinare i fondi entro un mese oppore rinviarli in regione! Nella stessa data apprendiamo da un comunicato della regione, che a Viterbo non esiste un centro Antiviolenza e che, quindi, ne aprirà DUE nuovi! Contattata telefonicamente la funzionaria regionale ci informa che quel finanziamento del 2012 andrà a bando (!!!! Un pregresso?) perché noi non abbiamo una convenzione con un ente locale! Ecco la ragione della nostra inesistenza. Da notare che la provincia (amministrazione di destra) non vuole fare alcuna convenzione e che per tutto questo anno abbiamo chiesto al comune (amministrazione di centro-sinistra) un incontro per stipulare una convenzione, anche a costo zero, non ci hanno mai risposto.
Abbiamo chiesto al comune di fare un’indagine su chi ha lavorato sul territorio nel 2012 ( tribunale, questura, prefettura,1522 ecc.), questo suggerimento non è stato preso in considerazione.
Se nulla accadrà saremo costrette a chiudere la Casa ed anche la vita del Centro è a rischio…

Ferma, ferma vediamo se ho capito bene: nel 2012 non esistete, nel 2014 continuate a non esistere, tant’è che la Regione Lazio stanzia fondi per istituire due Centri a Viterbo, nel 2015 una Determina Regionale indica Erinna come Centro antiviolenza destinatario di 16.000 € su fondi 2013, quindi Erinna nel 2012 non c’è, nel 2013 c’è, nel 2014 non c’è , nel 2015 ricompare!?

Dimmi la verità, Anna, siete il Gatto di Alice nel paese delle meraviglie? Siete comunque molto combattive e resistenti al “politicalburocratese”, cosa vi sostiene?

La convinzione che le donne che cercano Erinna possano trovarci, la grande affettuosa presenza e vicinanza della cittadinanza che ci sostiene: il 14 febbraio per il One Billion Rising erano tutti con noi!

E poi ultima ma non ultima la splendida donna che, essendo sola, ritiene non essere etico possedere due case, ha voluto perciò che quella di Viterbo fosse destinata al nostro Centro antiviolenza. Lei ci ha donato la stabilità di una sede e questo ci permette di non dover più pietire presso sorde istituzioni. Erinna può, nella sua politica di genere, esistere indipendentemente per continuare a costruire obiettivi per una visione diversa del mondo.

Grazie Anna

*Associazione La Biblioteca delle donne Melusine, L’Aquila, Abruzzo