Campania: Chi gestisce i Centri antiviolenza?

2015-04-03T13:20:24+00:003 aprile 2015|News|

Lettera all’Assessore regionale alle Politiche sociali della Regione Campania Bianca D’Angelo a firma di Lella Palladino, consigliera nazionale D.I.Re e Cooperativa Sociale E.V.A.

Gentile Assessore,

in qualità di referente territoriale dell’Associazione Nazionale DiRe, Donne in rete contro la violenza, nonché di cittadina della Campania, le scrivo per avanzare le mie grandi preoccupazioni sulle modalità con le quali gli Ambiti territoriali stanno procedendo alla realizzazione  dei 57 Centri antiviolenza finanziati con il decreto di riparto n.25 del 17/01/2014. Le procedure ad evidenza pubblica attivate, per fortuna ancora in un numero molto limitato di territori, sono assolutamente inadeguate per individuare criteri di selezione degli Enti Gestori dei Centri antiviolenza rispondenti alle prassi consolidate e all’esperienza delle politiche delle donne, ma sono soprattutto non rispondenti alle normative vigenti sul territorio nazionale e regionale.

Nello specifico, le amministrazioni che hanno già provveduto ad affidare i centri non hanno tenuto conto della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica adottata ad Instanbul, della legge 119/2013 e di quanto sancito in conferenza unificata Stato Regioni il 27 Novembre 2014 sui requisiti minimi necessari dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio. Come prescritto all’art 1 punto 2 e 3 dell’Intesa, i Centri antiviolenza possono essere promossi da” associazioni e organizzazioni operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto delle donne vittime di violenza , che hanno maturato esperienze e competenze specifiche in materia di violenza contro le donne, che utilizzino una metodologia di accoglienza basata sulla relazione tra donne, con personale specificatamente formato sulla violenza di genere”.

Inoltre, tali associazioni ed organizzazioni devono ” avere nei loro statuti i temi del contrasto alla violenza di genere, del sostegno, della protezione e dell’assistenza delle donne vittime di violenza e dei loro figli quali finalità esclusive o prioritarie, coerentemente con quanto indicato con gli obiettivi della Convenzione di Instanbul, ovvero dimostrare una consolidata e comprovata esperienza almeno quinquennale nell’impegno contro la violenza”.

Nulla di tutto questo e di quanto prescritto dal Catalogo dei servizi di cui al Regolamento di attuazione della L.R. 11/2007 D.G.R. n. 107 del 23/04/2014, è stato previsto nei bandi già promossi e conclusisi con l’affidamento dei Centri antiviolenza a Cooperative sociali senza mission specifica e senza alcuna esperienza pregressa. Non solo, i servizi promossi, sportelli di ascolto disarticolati su più comuni dei diversi ambiti, non sempre rispondono agli standard strutturali definiti nell’intesa (“apertura almeno 5 giorni a settimana, ivi compresi i giorni festivi, numero di telefono dedicato attivo 24 ore su 24”) e nel regolamento regionale e pertanto difficilmente sarebbero in futuro accreditabili generando così un grande spreco di risorse pubbliche.

E’ impensabile e pericoloso lasciare che la risposta pubblica al problema della violenza maschile contro le donne, da noi lungamente sollecitata, sia affidata all’improvvisazione e all’incompetenza e sia condizionata ancora una volta da esigenze diverse dalla tutela delle donne e dei minori quali le politiche clientelari che continuano innegabilmente a determinare gli esiti di molte gare. Confidando nella chiara volontà dell’Amministrazione Regionale di strutturare invece un sistema veramente efficace di servizi di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne, le chiedo di mettere in campo tutte le strategie e gli strumenti a sua disposizione per vigilare sul corretto utilizzo delle risorse impegnate e per evitare che la tutela dei diritti e delle libertà delle donne si trasformi in un irresponsabile business alla vigilia di una delicata campagna elettorale quale quella che ci accingiamo tutti ad affrontare. Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e/o informazione e, con l’occasione le invio cortesi saluti.

Lella Palladino
Consiglio Nazionale Associazione D.I.Re.