GREVIO: Primo rapporto tematico Italia. Il percorso verso l’applicazione della Convenzione di Istanbul è iniziato, ma la strada è ancora molto lunga.

GREVIO: Primo rapporto tematico Italia.

Il percorso verso l’applicazione della Convenzione di Istanbul è iniziato,

ma la strada è ancora molto lunga.

 

D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza guarda con interesse al Primo rapporto tematico Italia pubblicato lo scorso 2 dicembre, che riprende molte delle osservazioni critiche espresse nel Rapporto delle Associazioni di Donne – coordinato dalla Rete D.i.Re – a cui hanno partecipato 18 organizazioni di donne esperte di violenza.

“Il Primo rapporto tematico del GREVIO conferma il ruolo cruciale delle organizzazioni di sole donne che per prime hanno letto e fatto emergere la violenza maschile contro le donne e di genere come fenomeno strutturale della società” dichiara Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. “Infatti, tra le raccomandazioni allo Stato che il Rapporto evidenzia, molte riprendono le osservazioni critiche contenute nel Rapporto delle Associazioni di Donne, frutto di una analisi profonda dell’esperienza maturata quotidianamente dai centri antiviolenza e dalle case rifugio presenti sui territori” continua Carelli. “Un punto di raccolta privilegiato dei bisogni delle donne, delle difficoltà e degli ostacoli che incontrano spesso nei contesti istituzionali a cui chiedono aiuto e che, oltre ad esporre le donne a rischi potenzialmente anche gravi, rallentano il processo di emersione del fenomeno. Emersione e prevenzione sono due processi su cui è necessario agire per superare la cultura della disparità e della discriminazione di genere, applicando politiche sistemiche che si occupino di educazione, welfare, lavoro, salute e sicurezza. Indicazioni precise in merito dovrebbero essere contenute nel Piano Strategico d’azione sulla violenza maschile contro le donne, che invece resta un documento mancante di un piano operativo che specifichi tempi, soggetti responsabili e assegnazione delle risorse ad obiettivi specifici e indicatori di misurazione dei progressi” conclude la presidente.

L’analisi offre spunti importanti per il contrasto concreto della violenza maschile alle donne, come richiesto dalla Convenzione di Istanbul. Tra questi, si segnala in particolare il punto relativo ai Centri Antiviolenza e Rifugi: oltre a segnalare il mancato raggiungimento dello standard di un posto per famiglia ogni 10.000 abitanti nei rifugi, il GREVIO sottolinea l’importanza di standard minimi di qualità per i centri antiviolenza e i rifugi; questo eviterebbe l’indirizzamento di fondi verso soggetti improvvisati nell’antiviolenza, che usano un approccio gender-neutral – contrario ai principi della Convenzione – con un grave impatto per le donne che non vedono garantito un sostegno qualificato e specialistico.

Un secondo punto importante è quello che riguarda la formazione. Il GREVIO, infatti, pone la massima attenzione alla formazione con una specifica raccomandazione per la formazione della magistratura civile e penale per poter finalmente evitare la rivittimizzazione delle donne nei tribunali, per evitare l’alto numero di archiviazioni e il basso numero di condanne che caratterizzano il sistema italiano, oltre ad avere la garanzia del riconoscimento della violenza.

La riforma Cartabia suscita preoccupazione. Infatti, secondo il GREVIO, non soddisfa alcuni requisiti dell’art. 31 della Convenzione, in particolare sono segnalate diverse carenze in materia di diritti di affidamento e di visita, tra cui la necessità di garantire che i casi pendenti dinanzi ai tribunali siano sistematicamente esaminati per individuare eventuali casi di violenza domestica; che i giudici richiedano la divulgazione delle valutazioni di rischio effettuate da altri organismi; i casi di violenza domestica siano un criterio giuridico obbligatorio da prendere sistematicamente in considerazione al momento di decidere in merito all’affidamento e al diritto di visita; e i bambini non siano allontanati dall’affidamento del genitore non violento, anche a seguito dell’uso di concetti dannosi e infondati come la cosiddetta sindrome da alienazione parentale e concetti simili.

Secondo Marcella Pirrone, avvocata della Rete D.i.Re e del gruppo di lavoro sul Report delle Associazioni di Donne, “è importante collegare questo rapporto tematico del GREVIO sull’Italia al primo rapporto di monitoraggio del 2020 per avere una fotografia completa dell’implementazione della Convenzione di Istanbul in Italia.” Continua Pirrone: “si possono vedere luci ed ombre e, purtroppo, su alcune questioni cruciali per un contrasto efficace e concreto alla violenza alle donne, la strada è ancora lunga.” È interessante osservare come il GREVIO indichi con precisione (e non raramente con una certa severità ‘deplorando’ lo status quo osservato) dove e come sia necessario intervenire con strumenti e

finanziamenti adeguati al  di là di leggi propaganda e affermazioni astratte” conclude l’avvocata.

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