COMUNICATO STAMPA
D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza lancia la campagna: TUTTO NELLA NORMA.
Una denuncia del sistema politico e culturale che alimenta la violenza alle donne
In un momento che vede sotto attacco molti dei diritti fondamentali delle donne, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza ha scelto di avvicinarsi al 25 novembre con una campagna di denuncia delle politiche governative che minacciano la libertà e l’autodeterminazione delle donne; dell’attacco culturale a cui assistiamo quotidianamente; del tentativo di neutralizzazione dei Centri antiviolenza, che – invece – riaffermano la loro identità e funzione politica.
Il pensiero da cui emerge l’esigenza di questa campagna è semplice: la violenza non è solo un atto individuale, ma è resa possibile da scelte politiche e culturali che Limitano la libertà delle donne.
Quando le istituzioni mettono in discussione diritti fondamentali, quando la prevenzione viene ignorata, quando la libertà femminile è attaccata, la violenza trova terreno fertile.
La vera responsabilità allora non riguarda solo i singoli uomini violenti, ma anche chi governa, chi decide, chi tace.
“Non pensavamo, nel 2025, di trovarci ancora a difendere quanto – con tanta fatica – è stato acquisito in anni di lotta per i diritti delle donne” dichiara Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. “Noi attiviste dei Centri antiviolenza abbiamo una posizione, purtroppo, privilegiata” continua Carelli. “Ogni giorno ci confrontiamo con istituzioni che ancora faticano a riconoscere la violenza come fenomeno strutturale e non come un’emergenza che si può risolvere con soluzioni securitarie. I Centri antiviolenza sanno che cosa andrebbe fatto, grazie a un’esperienza che, da oltre 40 anni, accompagna le donne fuori dalla violenza. Questa campagna di denuncia vuole ricordare a tutte e tutti che cosa sta succedendo realmente, oltre alle parole di circostanza che sentiamo quando accade un femminicidio” conclude la presidente.
