Sciopero globale delle donne: un movimento internazionale che parla lo stesso linguaggio

Inma Mora Sánchez*

L’8 marzo noi ci fermiamo in Italia, ma non siamo da sole, siamo una marea globale. Lo sciopero internazionale delle donne è un movimento di base creato per donne di ogni parte del mondo per dire basta alla violenza di genere.

L’idea dello sciopero globale è nato ad ottobre, dopo che le donne polacche hanno convocato una mobilitazione seguendo l’esempio delle donne che scioperarono nel 1975 in Islanda. Nello stesso mese, diversi collettivi dell’Argentina si sono organizzati per scendere in piazza dopo il femminicidio della giovane Lucía Pérez. Ma non solo in Argentina: in tanti paesi del mondo le donne hanno marciato insieme quel 19 ottobre, il “Miércoles Negro”, per condannare la violenza di genere e le alleanze di donne di diverse parti del mondo si sono moltiplicate.

La marea femminista di Ni Una Menos, già attiva nelle strade argentine nel 2015, è arrivata in Italia, dove il 26 novembre più di 200mila persone hanno invaso le strade di Roma per urlare insieme Non Una Di Meno. E poi è arrivata a gennaio anche la marcia delle donne negli Stati Uniti contro Trump e contro il maschilismo che rappresenta.

Le alleanze e i movimenti femministi sono cresciuti molto negli ultimi mesi e le attiviste dell’Argentina hanno redatto il manifesto del “Paro internacional de Mujeres” (Paro Internacional de Mujeres – PIM), al quale hanno aderito organizzazioni di 48 paesi. In ogni paese le modalità di protesta saranno diverse: sciopero totale dal lavoro riproduttivo, sciopero totale o parziale dal lavoro produttivo, vestirsi di nero, viola o fucsia, marce, manifestazioni, rumori e altre iniziative per dire basta alla violenza sulle donne.

In Argentina, le donne si sono organizzate in assemblee locali per definire le modalità di sciopero nella giornata dell’8 marzo e per scendere in piazza in più di 100 città simultaneamente. In Uruguay, ci sarà lo sciopero dalle 16 alle 22, ma anche tante iniziative nella città di Montevideo. In Spagna, i collettivi che organizzarono la manifestazione nazionale di Madrid del 7 novembre del 2015 hanno aderito e saranno in marcia in molte città. Inoltre, un gruppo di donne dell’associazione Ve-la Luz sono in sciopero della fame dal 9 febbraio nella Puerta del Sol di Madrid, dove raccolgono firme per chiedere al governo 25 misure contro la violenza di genere.

Ma anche in Cile, Bolivia, Brasile, Costa Rica, Guatemala, Messico, Nicaragua, Peru… e pure in Australia, Stati Uniti e in diversi paesi di Europa, Africa e Asia ci sono tante iniziative e modalità di sciopero diverse. Sul sito del Paro Internacional de Mujeres sono indicate tutte le adesioni fino ad oggi arrivate.


Le nostre realtà possono sembrare lontane, ma il patriarcato è ovunque e solo la nostra ribellione può cambiare la società. Per questo, l’appello per lo sciopero globale è così importante. Tutte condividiamo esperienze e la solidarietà, come dicono le compagne argentine, è la nostra arma. Vogliamo un mondo libero dalla violenza di genere e per questo ci fermiamo. Ci fermiamo perché non ce la facciamo più a vivere in un mondo che nega i diritti delle donne e i diritti LGBTQI. Ci fermiamo perché sappiamo che senza di noi e senza il nostro lavoro il mondo non può andare avanti.

*Casa delle donne per non subire violenza, Bologna

 

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