New Entry: Tra di noi un’associazione storica, la prima della Basilicata

2018-02-08T17:18:09+00:00 18 novembre 2016|News|

Cinzia Marroccoli*

L’Associazione di volontariato Telefono Donna di Potenza si costituisce ufficialmente tramite atto notarile firmato da 35 socie fondatrici, nell’aprile del 1989 e nel marzo ’90 è diventata operativa. Da subito poniamo all’attenzione della società civile e delle istituzioni lucane il problema della violenza contro le donne che in quegli anni era quasi misconosciuto.

Già da circa due anni prima avevamo iniziato a incontrarci per discutere e confrontarci sui temi che come donne ci toccavano direttamente. Avevamo provenienze diverse: partiti, sindacato, UDI, collettivo femminista, e formazioni professionali diverse. Ma queste discussioni, se da un lato facevano emergere le differenze, con scontri anche feroci, dall’altro fu proprio dando valore a queste differenze che si riuscì ad arricchire il patrimonio comune.

Fra una riunione e l’altra, al freddo, in luoghi improbabili, con più di qualche defezione e qualche nuovo arrivo, tra una gravidanza e l’altra si arrivò a parlare di un “noi”. Si poserò così le basi di quella che con il tempo si è rivelata essere un’esperienza di crescita e maturazione personale e politica di tantissime donne di tutta la nostra regione.

“L’esigenza di conoscere quali sono i diritti delle donne che vengono continuamente violati, quali le risorse da utilizzare, e la necessità di creare una rete di solidarietà intorno a donne sfruttate, maltrattate e violentate, sono state le motivazioni che hanno spinto tante donne ad associarsi. Lo scopo è quello di prestare un servizio concreto, nel tentativo di costruire una solidarietà sostanziale per tutte quelle donne che se pur nell’anonimato di una telefonata lanciano un messaggio d’aiuto”. Questo diceva lo statuto del 1989 che fu poi rivisto nel 1994 per introdurre il concetto di autodeterminazione delle donne allo scopo di rendere immediatamente chiara l’impronta laica e democratica dell’associazione.

Per 10 anni dal 1990 a tutto il 2000, il Telefono Donna autofinanziandosi, ha offerto un servizio di ascolto telefonico e consulenze sociali, psicologiche e legali prestate gratuitamente dalle professioniste dell’associazione alle donne in difficoltà con particolare attenzione alle donne che si trovavano in situazione di violenza.

In quegli anni abbiamo effettuato anche corsi di educazione sessuale, incontri sulla prevenzione dei tumori femminili, seminari su vari temi dall’identità di genere ai legami d’amore. Partecipammo anche al primo convegno della Rete dei Centri antiviolenza tenutosi a Ravenna nel 1996.

Dal ’95 al ’97 una delle nostre socie fondatrici Ester Scadaccione, è stata Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità in qualità di rappresentate del Telefono Donna, apportando in quell’istituzione la voce del Movimento delle Donne. Nell’ottobre ’97 Ester decise di porre fine alla sua vita, gettandoci nel dolore e nello sconforto. Non fu facile reagire.  Ma guardammo avanti.

L’8 marzo 1998 presentammo pubblicamente il Progetto di “Istituzione e gestione del servizio Casa delle donne Ester Scardaccione” che aprì il 1 gennaio 2001 con convenzione con il Comune di Potenza su fondo regionale dopo un iter lunghissimo.

L’affiancamento della Casa di ospitalità al Centro non è stato indolore, si è trattato di cambiare l’intera impostazione dell’Associazione, non più basandoci solo sul volontariato ma introducendo inizialmente 4 operatrici per assicurare un servizio h24. Anche le dinamiche tra di noi sono cambiate e la gestione dei conflitti che ha coinvolto un po’ tutti i livelli, dalle socie, alle operatrici, alle consulenti, è stata a volte molto pesante.

Nel corso del tempo, molte socie hanno preferito andare via e dedicarsi ad altro consapevoli delle nuove responsabilità, altre sono sopraggiunte.

Gradualmente sono diminuiti i fondi. Ma mentre negli anni precedenti abbiamo perso delle annualità per motivi vari, e per questo siamo sempre in affanno dal punto di vista economico, da qualche anno i fondi ci sono ma siamo molto penalizzate dal passaggio Regione-Comune. Abbiamo lasciato l’H24 nel 2009 e attualmente abbiamo due operatrici part time con contratti a tempo indeterminato.

Abbiamo fatto molta strada, molto lavoro, siamo molto meno di quelle che avevamo iniziato, abbiamo aiutato tantissime donne nel corso di questi anni, tante ce ne sono grate, con molte siamo ancora in contatto, altre sono sparite. Abbiamo fatto anche numerose Costituzioni di Parte Civile tra le quali quella contro Danilo Restivo condannato nei tre gradi per l’uccisione di Elisa Claps.

Abbiamo fatto progetti, firmato protocolli, continuato a lavorare nelle scuole, partecipato e organizzato seminari e convegni. Siamo un punto di riferimento per le donne di tutta la nostra regione. Siamo le uniche in Basilicata a presentare annualmente dei dati riguardanti la violenza. Molte studentesse ce li chiedono per tesi di laurea.  Dal 2001 al 31 dicembre 2015 abbiamo accolto 173 donne e 95 minori e si sono rivolte a noi 2090 donne.

Siamo presenti nell’Osservatorio Regionale sulla Violenza di genere costituito presso il Dipartimento Sanità della Regione Basilicata e presieduto dall’assessora Flavia Franconi.

Abbiamo appena firmato una nuova convenzione sulla base di fondi regionali e ministeriali fino al 2017, ma abbiamo dovuto sottostare a una serie di richieste come l’adeguamento alle barriere architettoniche. Il carico burocratico è aumentato tantissimo.

Ma guardiamo avanti con grande motivazione e determinazione. Se non l’avessimo avremmo già chiuso. In questa ottica abbiamo chiesto di aderire a D.i.Re.

Per molte di noi la storia dell’Associazione è la nostra storia.

*Telefono Donna, Potenza